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Il «giramondo che parla d´Italia»

Luca Vullo – documentarista, film-maker, regista – così ama definirsi. Lui, che il bel paese non l’ha mai davvero lasciato, perché lo porta sempre con sé e lo racconta, in giro per il mondo, con il linguaggio del corpo. Noi lo abbiamo incontrato e vogliamo raccontarvelo, attraverso la sua «voce».

Il linguaggio più antico della terra 38 anni, siciliano di origine, Luca ha fatto della gestualità italiana la sua professione. Esperto della comunicazione non verbale, nel 2011 si afferma a livello internazionale grazie al suo secondo documentario La Voce del Corpo che, in chiave comica e autoironica, racconta il linguaggio non verbale e teorizza la nozione di «grammatica della gestualità». Da allora, Luca promuove la gestualità italiana nelle università e negli istituti di cultura italiana di tutto il mondo. «Sentivo da tempo l’esigenza di raccontare al resto del mondo un aspetto positivo e utile per comprendere meglio il nostro paese, e in particolare, la Sicilia», ci confessa. E così, nel 2010 nasce l’idea del documentario, idea che in breve tempo lo conduce ben oltre il confine isolano. Perché Luca sente forte l’esigenza di dire al mondo che la gestualità siciliana dapprima, e poi quella italiana tutta, è una lingua «vera, ricca e codificata»: «Il linguaggio del corpo è il più antico della terra e la cultura italiana ha gli strumenti adatti per comunicare anche senza dover aprir bocca».
Il corpo non mente Il linguaggio del corpo è un linguaggio spontaneo, sincero, diretto: «con il corpo non si può mentire», ci fa notare Luca, «se lo si fa, lo si fa con le parole». Ma la spontaneità e l’onestà della gestualità italiana talvolta hanno un prezzo da pagare. Se da un lato, la gestualità italiana è oggetto di interesse e curiosità all’estero, dall’altro non sempre viene compresa e apprezzata. Di tanto in tanto è ridicolizzata o, nientemeno, percepita come invadente e offensiva. Abbiamo chiesto a Luca come evitare che questo accada. La chiave sta nel rispetto degli altri codici e contesti culturali: «bisogna sempre tenere ben presente il contesto culturale in cui ci troviamo quando usiamo il nostro codice gestuale. Il rispetto degli altri codici è fondamentale per evitare l’offesa e la ridicolizzazione».
Un percorso di «evangelizzazione gestuale» È così che Luca lo definisce: una missione per promuovere la vera comunicazione sociale, vale a dire il contatto umano. La tecnologia, nella quale oggigiorno siamo sempre più immersi, semplifica le nostre vite, ma le rende più individualiste. La gestualità, al contrario, crea il contatto. Contatto che Luca continua a mantenere con il popolo italiano e con l’Italia stessa: «la vita di giramondo che parla d’Italia e di italiani, gli incontri con le comunità italiane all’estero, gli istituti di cultura, le associazioni culturali e gli amici sparsi per il globo mi fanno sentire sempre a casa».
«Un’azienda a conduzione familiare» e dall’inesauribile energia Con l’Italia, Luca ci rivela avere un legame indissolubile: è un ponte quello che lo unisce profondamente all’Italia e alla sorella Liana che, dalla Sicilia, si occupa di lui in qualità di personal e tour manager. «Questa è, e continua a essere, l’esperienza più bella e straordinaria della mia vita! Sto conoscendo il mondo mentre studio sempre di più chi sono io e capisco le mie radici». E un percorso di introspezione e di continua ricerca quello che vede Luca coinvolto, percorso nutrito dall’energia vitale del suo pubblico: «ricevere l’abbraccio di tedeschi, americani, cinesi che vogliono condividere un po’ di fisicità italiana, credetemi, non ha prezzo!». Luca è in costante movimento ed evoluzione. Si ciba del suo pubblico, dell’entusiasmo e degli abbracci che riceve e li mette a frutto. Il suo tour internazionale con La Voce del Corpo non si arresta e, al contempo, sono diversi i progetti che bollono in pentola. Ci racconta, in proposito, che un nuovo documentario è in lavorazione. Non solo. Luca è, al momento, alle prese con un cortometraggio, con il suo primo lungometraggio e con uno spettacolo teatrale di cui sarà protagonista. E grazie ai suoi numerosi progetti, non smette mai di diffondere la cultura italiana in Europa e oltre oceano. Cultura che Luca definisce «ricca e straordinaria» come ricco e straordinario è il linguaggio del corpo di cui egli si fa dedito studioso, vivace interprete e instancabile divulgatore.

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