È a Bologna il paese delle meraviglie del buon cibo – di Charlotte Sylvestersen

13 gennaio 2018
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È a Bologna il paese delle meraviglie del buon cibo – di Charlotte Sylvestersen

“Fabbrica Italiana Contadina” può non sembrare il nome più appropriato per il parco divertimenti gastronomico di 100.000 metri quadri che ha aperto le sue porte al pubblico, il 15 novembre scorso a Bologna.
Ma l’espressione assume il suo pieno significato agli occhi di chi sa che ”FICO”, nel linguaggio giovanile è emblema di eleganza e modernità. Al giorno d’oggi poi, in cui essere sempre informato sul cibo sano e a chilometro zero, sulle specialità tradizionali, il benessere degli animali, la conservazione della biodiversità del pianeta, insomma sull’ecologia nel suo complesso, è sinonimo di essere al passo con i tempi.

L’idea nasce dalla collaborazione di 40 produttori italiani che propo ngono ai visitatori di FICO la loro grande varietà di prodotti. Pasta fresca e secca, vino e birra, olio d’oliva, riso, pomodori e verdure assortite, prosciutti e miele, oltre a specialità locali quali le mandorle glassate, anima dei famosi Confetti di Sulmona. Da FICO inoltre, ogni produttore ha una propria “fabbrica-laboratorio” dove le varie fasi della lavorazione possono essere illustrate e spiegate al pubblico da personale addetto.
Oltre 20.000 metri quadri, adibiti alla coltivazione, accolgono 200 diversi tipi di animali domestici delle migliori razze italiane per tradizione.
Qui sarà compito delle galline quello di insegnare a titubanti bambini di città che quando un uovo nasce è racchiuso in un guscio, e che i polli non vengono al mondo sotto forma di “nuggets”, pronti per essere fritti.

2.000 piante commestibili, alberi, erbe aromatiche e ortaggi completano quel paesaggio di biodiversità, realtà che oltre a diffondere la conoscenza di quello che mangiamo, introducono i visitatori di FICO a meglio percepire il viaggio che accompagna il prodotto dalla terra alla tavola.

E poi ogni giorno offerta di corsi di cucina, conferenze e spettacoli teatrali a cui gli ospiti potranno assistere e partecipare, a conferma che il messaggio di FICO è quello di trasmettere conoscenza su tutto ciò che ha a che fare con la cultura alimentare.
Tra i molti altri obiettivi, quello di riproporre la conoscenza della classica dieta mediterranea, apprezzata dai nutrizionisti di tutto il mondo, ma che gli stessi italiani negli ultimi anni hanno un po’ messo da parte, a favore di un crescente consumo di fast food e pasti pronti.

In primo piano anche la lotta agli sprechi alimentari, che prevede accordi con le istituzioni, e il conseguente accesso all’utilizzo di qualsiasi eccedenza di produzione dovesse risultare dalle attività svolte all’interno del parco.
Da FICO, situato nella periferia nord-orientale di Bologna, l’ingresso è gratuito, nella speranza che il parco diventi parte integrante della vita cittadina. Le entrate e gli utili saranno direttamente collegati all’appetito e al desiderio di consumare bibite dei visitatori, bisogno facilmente prevedibile dopo un tour attraverso i tanti espositori e laboratori-fabbriche all’interno del parco. Aldilà di ristoranti, chioschi e bar, è possibile concludere la visita del paese delle meraviglie, acquistando prodotti freschi nel grandissimo mercato alimentare. È inoltre predisposto un circuito per i visitatori che, ritenendo il percorso troppo esteso, vorranno visitare il parco in bicicletta.
Tra gli ideatori del progetto c’è Oscar Farinetti, fondatore della catena Eataly, che insieme al comune di Bologna e alle due società locali di Coop, hanno investito 100 milioni di euro nel parco divertimenti gastronomico che dovrebbe assicurare oltre sei milioni di visitatori l’anno, di cui due milioni dall’estero.

www.eatalyworld.it

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